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Il decreto Madia rivoluziona le Politiche Agricole

“Con i decreti Madia il ministero dell'Agricoltura prenderà il nome di ministero dell'Agroalimentare”. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi ieri nel corso della presentazione di un protocollo tra il Ministero e Banca Intesa. «È un ministero centrale nello sviluppo e nell'identità del sistema Paese», ha aggiunto.

“Sono contento che il 2016 possa essere fino in fondo l'anno di questa svolta utile», ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina a proposito della prossima trasformazione del ministero delle politiche agricole in ministero dell'agroalimentare. “Il passaggio al ministero dell'agroalimentare italiano è il nostro approdo naturale per valorizzare al massimo la spinta di Expo - aggiunge Martina - Stiamo parlando di un lavoro strategico per il Paese. Dopo un 2015 molto positivo l'agroalimentare italiano può ancora accelerare. Vogliamo sostenere la crescita delle imprese e la creazione di nuova occupazione e per questo servono investimenti, credito e un rapporto più semplice tra banche e imprese”.

La nuova denominazione è un effetto diretto della riforma Madia sulla semplificazione della PA (i cui decreti legislativi sono in dirittura d'arrivo), ma anche un riconoscimento importante per il lavoro svolto in questi mesi dal ministro Maurizio Martina in difesa dell'agroalimentare italiano. Nel 2015, grazie alle operazioni dei 4 organismi di controllo coordinati dal Mipaaf - Icqrf, carabinieri del NAC, Forestale e Capitanerie di Porto-Guardia Costiera - sono stati infatti effettuati oltre 107mila controlli per un valore complessivo di 81 milioni di euro di sequestri nell’agroalimentare italiano. Sono state inoltre emesse più di 10mila sanzioni e oltre 1.700 persone sono state segnalate all'Autorità giudiziaria. Tra i principali strumenti messi in campo dal ministero, il Registro unico dei controlli, fondamentale per evitare la duplicazione delle verifiche nelle aziende e rendere più efficiente il lavoro degli organismi, che ha portato nel 2015 ad effettuare oltre 2.700 diffide.

 

 

 

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