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Aumentano i prezzi del consumo ma senza benefici per gli agricoltori

Come al solito, dichiara Coldiretti, l'aumento dei prezzi al consumo non si traduce in maggior beneficio anche per l'agricoltore. L’andamento dei prezzi alimentari non è soltanto conseguenza di condizioni stagionali, ma è anche il risultato delle distorsioni che ancora esistono nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola con i prezzi che aumentano in media più di cinque volte, anche se con differenze tra freschi e trasformati. Non va però sottaciuto l’effetto positivo dei consumi alimentari.

La spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande ha invertito la rotta nel 2015 ed è tornata ad aumentare dopo sette anni di riduzione consecutiva con una stima dello 0,3 per cento di crescita cumulata nei dodici mesi, secondo le elaborazioni Coldiretti sulla base delle previsioni Ismea - Nielsen. Un andamento destinato a consolidarsi nel 2016. Coldiretti indica nella spesa alimentare, uno speciale indicatore dello stato dell’economia nazionale, poiché si tratta della principale voce del budget delle famiglie, che segue solo quello dell’abitazione, con un importo complessivo di 215 miliardi. Ecco alcuni dati sui quali Coldiretti basa il suo pensiero: il prezzo dei prodotti alimentari nel 2015 è aumentato di undici volte, rispetto al valore medio dell'inflazione, che ha fatto registrare solo un +0,1% annuo, che tra l'altro rappresenta essere il più basso dal 1959. Purtroppo, i dati dimostrano che questo consistente aumento dei prezzi non si è per’ trasferito alle imprese agricole, con una adeguata remunerazione dei prodotti; anzi, in molti casi quello che va al produttore, addirittura non copre nemmeno i costi di produzione. (agricolturaoggi.it)

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